L’Onfray anti islam non si porta più
Michel Onfray è in Francia la grande popstar dell’ateismo filosofico militante, condensato in un “Trattato di ateologia” che ne ha fatto il più ricercato opinionista anticattolico (“ateo di servizio”, si è definito scherzosamente egli stesso). Da qualche tempo, però, gli strali di Onfray – coerentemente, in fondo – si stanno dividendo tra cristianesimo e islam. Onfray accusa l’islam – con la virulenza fino qui riservata solo alla chiesa – di predicare l’odio per gli stranieri, l’antisemitismo, la misoginia. E allora cominciano i dolori.
17 AGO 20

Michel Onfray è in Francia la grande popstar dell’ateismo filosofico militante, condensato in un “Trattato di ateologia” che ne ha fatto il più ricercato opinionista anticattolico (“ateo di servizio”, si è definito scherzosamente egli stesso). Da qualche tempo, però, gli strali di Onfray – coerentemente, in fondo – si stanno dividendo tra cristianesimo e islam. Onfray accusa l’islam – con la virulenza fino qui riservata solo alla chiesa – di predicare l’odio per gli stranieri, l’antisemitismo, la misoginia. E allora cominciano i dolori. Gli stessi giornali che hanno vezzeggiato lo “spirito ribelle” dell’ateologo, il suo parlar chiaro e senza inibizioni, il suo libertarismo über alles, scoprono all’improvviso uno strano imbarazzo. Sul Monde di mercoledì scorso, lo scrittore e giornalista Maurice T. Maschino, firma del Monde diplomatique e autore del pamphlet anticattolico “La République des bigots”, ha pubblicato una lettera aperta intitolata retoricamente: “Michel Onfray ha perduto il suo spirito ribelle?”. Un tempo, recrimina Maschino, l’amico Onfray elogiava “la sublime ospitalità africana”, attribuendola anche alla “cultura del dono” praticata nell’islam. Oggi, invece, dell’islam dimostra di vedere solo “la faccia nera, cupa e tragica”. E, orrore, scrive Maschino rivolgendosi al filosofo, “ti allinei su questo a un Houellebecq” e “all’opinione comune di un gran numero di europei”.
E’ successo che in un’intervista al quotidiano algerino el Watan, Onfray ha detto che “dopo secoli di cultura musulmana non c’è stata nessuna invenzione, nessuna ricerca… sul terreno della scienza laica”; e, interpellato sulla Guerra d’Algeria, ha pure aggiunto che “i militanti dell’indipendenza nazionale si sono preclusi tutto ciò che è dalla parte della pace… la diplomazia, l’intelligenza, la ragione… Questi sono gli algerini che hanno scelto la strada della violenza e sono quelli all’origine del maggior numero di morti nella parte algerina”. Frasi “rubata a Marine Le Pen”, tuona Maschino, che rimprovera all’amico (ex amico?) la più crassa e colpevole ignoranza della storia, oltre che il tradimento di un pensiero che fu “vivo, gioioso, rinfrescante, ribelle”. Finché era rivolto solo contro i cristiani, naturalmente.